Ricordando la Georgia. Special guest della V edizione.

In questo periodo di grandi limitazioni personali, di distanze, di mascherine e dispositivi di protezione  individuali, di limitazioni nella socialità, ho aperto una bottiglia. La avevo in cantina dalla edizione della nostra manifestazione del 2019. Il l vino: Saperavi Usakhelouri, del 2017 . Lo ho degustato, apprezzandolo molto. Una grandissima carica cromatica, che richiama alla mente un rosso che vira al viola. Sono le uve che conferiscono al vino questa caratteristica. Il Saperavi soprattuto. Poi ho acceso il mio laptop, ed ho trovato un articolo che mi ha fatto viaggiare .
Immaginiamo di fare una visita in un paese che si estende ai piedi della regione Caucasica… in un paese che non è una delle mete più acclamate del turismo di massa …
Ho letto che per un amante del vino è veramente un viaggio incredibile perché il vino, le cantine e la possibilità di approfondirne i contenuti, sono sempre dietro l’angolo in tutto il paese.

La Georgia

Non brilla per effetti speciali, nel senso che non possiede grandi monumenti ad effetto, davanti a cui fare la fila per portarsi a casa il selfie o la foto dell’estate. Tra le motivazioni di un viaggio in Georgia ci sono sicuramente il vino con la sua cultura e, per un
appassionato solamente questo può valere il viaggio.
Un viaggio in Georgia vuol dire calarsi completamente in una dimensione enoica forse unica al mondo. E’ ormai risaputo che l’origine delle pratiche vitivinicole è da rintracciarsi 6 – 8000 anni fa nella regione caucasica e, ritrovamenti archeologici a parte, non si fa affatto fatica a crederlo.
La vite e il vino rappresentano in Georgia qualcosa che pervade il tessuto sociale, culturale e religioso del paese fino a costituirne, insieme alla religione ortodossa, in un vissuto nel segno della passione e dell’orgoglio per la propria terra.
I riferimenti alla vite sono presenti ovunque anche nelle rappresentazioni religiose. La croce di Santa Nino, patrona della Georgia è fatta di tralci di vite. Le strade che lentamente si snodano attraverso i paesi , sono un continuo di cartelli marroni che indicano cantine e monasteri.
Non c’è un solo georgiano che non apprezzi il vino. In qualsiasi punto ci si trovi è quasi impossibile non scorgere a vista d’occhio una vite. Ovunque c’è almeno una pergola che ingentilisce anche gli spazi urbani della giovane e dinamica citta’ di Tbilisi,(la capitale della Georgia), dove ci sono tante enoteche quante pizzerie al taglio a Roma e dove per le vie del centro si vende il gelato all’uva
Oltre 500 vitigni autoctoni, vinificati diversamente , costituiscono la base ampelografica più vasta del
mondo ….

Poi le persone…

Leggendo questo articolo ho ricordato la conoscenza fatta nella nostra manifestazione “tutti giù in cantina” ediz. 2019, con GMWinery,i rappresentanti della cantina di Tsindali, “Principe Alexander Chavchavadze”.
Mi torna in mente quella esperienza . Mi sono avvicinata al loro banco di assaggio senza spavalderia timidamente, ed ho iniziato la degustazione. Curiosa della tecnica di vinificazione, timida nel dialogare con loro, prima in inglese poi…Tratti somatici apparentemente rudi, ed un viso che viene illuminato da occhi che brillano di passione quando si comincia a parlare di vino. Cercano subito il confronto e, anche se la comunicazione si svolge traducendo dal georgiano, all’inglese, all’italiano e viceversa, è la lingua della
passione che permette di comunicare soprattutto quando capiscono che l’interesse che mostri è sincero.
Non abbiamo parlato del Principe Alexander Chavchavadze che era un Poeta e nobile Georgiano di riferimento ma anche grande collezionista di vini e viticoltore del 1800. Dà oggi il nome a un’Azienda di cui è possibile assaggiare una bella selezione di vini: il Mtsvane, lo Tsinandali ottenuto da un taglio di uve Rkatsiteli, il Saperavi Usakhelouri.
Non abbiamo parlato della loro meravigliosa cantina, voluta dal Principe al ritorno da un viaggio in Europa.
Nel 1831 fece costruire un grande palazzo, centro culturale nel XIX secolo ,circondato dai vigneti della
Tenuta di Tsinandali,.
Fu Alexander Chavchavadze, appassionato di enologia il primo ad utilizzare le tecnologie europee nel processo di vinificazione producendo la prima bottiglia di vino con la tecnologia europea a Tsinandali.
L’argomento che tiene banco è la vinificazione in anfora interrata, il Kvevri, tratto distintivo della viticultura
Georgiana e patrimonio Unesco dal 2013, che restituisce vini unici nel loro genere.
Ho letto che per ogni eno appassionato viaggiare in Georgia riconcilia con un mondo del vino ancora autentico e lontano anni luce dal nostro;
Che visitare l’antica cantina di un monastero o di un sito archeologico per rendersi conto che è sostanzialmente identica a quella di un’Azienda attuale fa il suo effetto. Una vasca per pigiare l’uva, i kvevri interrati e qua e la qualche bastone per una sorta di follatura, tutto qua. Ora come allora stessa tecnica e identica attrezzatura.
Un mondo senza inutili frivolezze e nessuno che vuole “rendere seducente il mondo del vino”. Soltanto la vite, l’uva, il vino, l’uomo e le sue relazioni millenarie. Aspetti che giunti fino ai giorni nostri, sono stati l’elemento di maggior spinta verso una passione che un viaggio in Giorgia fa risplendere nuovamente in tutto il suo entusiasmo.
Ed ora non vedo l’ora di ricominciare a viaggiare.

2 thoughts on “Ricordando la Georgia. Special guest della V edizione.

  1. Giuseppe Risposta

    Quando riesci a materializzare qualcosa attraverso la lettura significa che quello che hai letto è stato scritto bene. E io oggi ho fatto un bel viaggio in Georgia e assaporato i suoi vini. Complimenti per l’articolo.

    • admin Autore articoloRisposta

      Contenti che l’articolo ti sia piaciuto. Un richiamo ad una degustazione che ha impegnato molte risorse durante l’ultima edizione di tutti giù in cantina. Dopo due anni possiamo dire che i vini Georgiani iniziano a trovarsi sulle tavole di diversi ristoratori. La nostra promozione della cultura del vino serve soprattutto a questo.

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