“Wine and friends are a great blend”. Il vino, le persone e… “Tutti giù in Cantina”

Il vino, per me, era in passato soltanto una bevanda conviviale che a volte guardavo con rispetto, di cui sapevo poco ma che, per mille ragioni, mi incuriosiva tanto. E così,  prima gli studi e, successivamente, gli approfondimenti sul campo (la parte più interessante)  mi hanno spalancato una porta sull’affascinante, e fino allora sconosciuto, universo del vino. Escursioni, degustazioni, incontri, visite alle aziende dei produttori, ricerche, viaggi e manifestazioni hanno accresciuto e continuano (pandemia permettendo) ad incrementare il mio bagaglio di nozioni e di esperienze.

Il vino, come si è detto, sentito e ripetuto centinaia di volte, è tantissime cose: natura, chimica, storia, leggenda, aneddoti, citazioni, cultura, arte, letteratura, territorio, sudore, lavoro, economia, luoghi, viaggi, profumi, sapori, cucina, regolamenti, rituali, vezzi, piacere ma è anche e soprattutto “persone”. Prima di tutto persone che hanno scoperto e tramandato nei secoli la possibilità, la capacità e, in alcuni casi, l’arte, di trasformare il succo d’uva in vino e senza le quali anche io stesso, oggi, non potrei essere qui a scriverne.

Persone che producono il vino, persone che lo studiano, persone che lo commercializzano e persone che sono rimaste talmente affascinate dalle sue potenzialità da diventarne appassionati (oggi chiamati universalmente Wine Lovers) o professionisti nel settore della sommelerie. Questi ultimi sono coloro che studiano il mondo enoico e si sono perfezionati, tra l’altro, nella tecnica del servizio e nella capacità di “parlare di vino” e trasmettere le sensazioni e le emozioni che può suscitare.

Aprire una bottiglia secondo una precisa tecnica, versarne il prezioso contenuto nel calice appropriato, apprezzarne i colori e le sue sfumature, roteare il bicchiere, carpirne i profumi o i difetti attraverso l’analisi olfattiva, degustarlo e comprenderne le potenzialità e l’eventuale abbinamento gastronomico, sono rituali che accomunano una delle figure fondamentali dell’universo enoico, il sommelier.

Sotto questa bandiera e quella della FISAR (Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori) la delegazione di Roma e Castelli Romani forma periodicamente, sia nella capitale sia a Velletri sia nei comuni limitrofi, uomini e donne appassionati di vino che, dopo un qualificato corso strutturato su tre diversi livelli di apprendimento, conseguono la qualifica di Sommelier.

Questi corsi che vedono impegnati, a diverso titolo, docenti, discenti e sommelier già qualificati, negli anni hanno permesso anche la nascita di rapporti interpersonali che, grazie a “faticosi ed impegnativi” approfondimenti accademici, svolti attraverso l’ausilio della degustazione di ottimi piatti e splendide bottiglie, sono sfociati spesso in belle e consolidate amicizie.

E così, intorno ad un tavolo destinato ad accogliere allievi appassionati e curiosi di mettere in pratica le nozioni apprese, è capitato che tra un’amatriciana abbinata ad un Frascati Superiore piuttosto che un piatto di pizzoccheri accompagnati ad uno Sfurzat della Valtellina o un brasato ad un Taurasi o un Gorgonzola ad un Sauternes, o ancora un cannolo siciliano glorificato da un Passito di Pantelleria, hanno iniziato a prendere forma idee e iniziative.

Dagli abbinamenti scolastici alla condivisione di idee, al confronto di progetti, alla creazione di un organismo associativo, il passo, anche se travagliato, è stato breve. E’ nata così “Idee in Fermento” e, come gli zuccheri del mosto vengono trasformati in alcool nella cosiddetta “fermentazione tumultuosa” , le idee si sono trasformate in progetti e questi, attraverso un costante impegno, nella realizzazione della ormai conosciutissima manifestazione “Tutti giù in cantina”.

Ma, come tutte le macchine nuove che hanno bisogno di un attento rodaggio e di una buona messa a punto per essere efficienti, le prime edizioni, per quanto abbiano avuto un ottimo apprezzamento dagli addetti ai lavori e una buona risposta di pubblico, sono anche servite ad aggiustare il tiro e capire come e cosa fare per alleggerire l’oneroso impegno organizzativo e rendere l’evento davvero “importante”.

Quindi, con il fondamentale ausilio di nuove forze, attinte dal primordiale bacino in cui si era formata l’associazione (quello dei “faticosi ed impegnativi” approfondimenti accademici) e dopo un “conciliante reclutamento”, altri qualificati componenti si sono aggiunti alla brigata dello staff organizzativo e la programmazione del successivo “Tutti giù in cantina” ha preso nuovo e ritrovato vigore.

Così un piccolo gruppo di amici, accomunati dalla passione per il vino ed il suo mondo, conferendo (è il caso di dirlo) le proprie idee ed il proprio impegno, sostenuti dalle proprie competenze e dalla propria passione, dopo mesi di “travagliatissima” organizzazione, è riuscito a realizzare una manifestazione di successo. L’edizione 2019 di  “Tutti giù in cantina” difatti, lo ricordiamo per i più distratti, si è protratta per tre giorni di eventi ed ha visto la presentazione e la degustazione di centinaia di vini italiani sia dei più affermati e noti produttori, sia di piccole cantine con ottimi prodotti in cerca di apprezzamento ed affermazione.

Inoltre sono stati presentati e degustati i particolarissimi vini della Georgia (Paese straniero ospite dell’edizione) famosa per i bianchi macerati (cosiddetti orange wine) e per essere tra i territori a cui si attribuisce la paternità della nascita della vitis vinifera. In più, la presenza e gli spazi dedicati a personaggi come Luigi Moio o Riccardo Ricci Curbastro, associati a tantissimi altri contenuti culturali, storici, artistici, botanici, musicali e gastronomici, ha permesso a centinaia di visitatori di trascorrere delle splendide serate in un ambiente affascinante, tranquillo e piacevole.

Oggi, questo gruppo di amici come tutta la popolazione mondiale, sta attendendo con impazienza, ma anche con consapevolezza, che questo infausto capitolo delle nostre vite giunga, per mille motivi, alla conclusione e in fondo anche per ricominciare a far “rifermentare le idee”.

Qualche tempo fa, su un cartello di fronte ad un’enoteca, ho letto una citazione di Ernest Hemingway diceva : “Wine and friends are a great blend” , come dargli torto. E in questo periodo che sto soffrendo particolarmente l’allontanamento sociale, ripenso con nostalgia i momenti passati a preparare pietanze particolari e scegliere la tipologia di vino da abbinarci e da aprire insieme ai miei amici sommelier. Come tutte le cose che dai per scontate, e magari quando le vivi non ti rendi conto della loro importanza, oggi comprendo ancor di più il valore di quelle occasioni (che spero tornino al più presto) in cui si poteva stare insieme ad aprire bottiglie, parlare di vino, territori, cantine, degustare ottimi piatti e farsi delle ricche e “terapeutiche” risate con le persone che avevi… e che ti avevano scelto.

Amici e vino sono veramente un gran bel binomio e, anche se a volte capita di confrontarsi e avere punti di vista diversi, la cosa più importante è rispettarsi e cercare la strada giusta per costruire insieme qualcosa di bello. Comunque, in tutti i casi, cercare quella strada con un calice di ottimo vino in mano vi assicuro che è sicuramente più produttivo e molto, molto più piacevole.

(Per chi volesse approfondire: http://ideeinfermento.it/ o https://corrieredelvino.it/news/eventi-news/numeri-in-crescita-per-tutti-giu-in-cantina/)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *